decagolo per i
genitori per gestire le emozioni
- Comunicate alla figlia in modo diretto le vostre emozioni. Dite
all'interessata cosa vi dà fastidio, cosa non vi piace, come vi sentite:
non parlate alla figlia rivolgendovi al marito e viceversa.
- Siate autentici nell'espressione delle vostre emozioni. Non
mostratevi contenti quando non lo siete, non cercate di nascondere disagi e
preoccupazioni: non giova a nessuno.
- Siate distaccati e cercate di non farvi coinvolgere troppo dagli stati
d'animo e dagli sbalzi d'umore di vostra figlia. Potete essere
moderatamente sereni anche se le cose non vanno bene: questo aiuterà voi e
lei.
- Cercate di capire e affrontare il motivo del vostro disagio. Non
sempre è causato interamente dal problema di vostra figlia, altri possono
essere i motivi: cercateli e affrontateli senza coinvolgere vostra figlia.
- Ascoltate e accettate il disagio e gli sbalzi d'umore di vostra figlia.
È un bene per lei esprimere le emozioni, anche se intense e profonde: non
cercate in alcun modo di frenare o impedire che ciò avvenga.
- Non cercate di "tirarla su" di morale. Fareste un grave
danno, perché le impedireste di esprimere il suo profondo disagio.
Rallegratevi invece quando è triste e arrabbiata, perché sta facendo la
cosa migliore per lei.
- Non date consigli e soluzioni precostruite. Non serve perché la
fate sentire ancora più inadeguata, mentre lei deve imparare ad affrontare
e risolvere da sé i suoi problemi.
- Chiedetele come si sente, che cosa prova. È importante non parlare
di cibo, peso, aspetto fisico in qualsiasi modo e forma. Andate al vero
problema: spesso dire "mi sento grassa" equivale a dire "mi
sento depressa".
- Accettate i conflitti con lei. Vostra figlia ha necessità di
esprimersi e dire che cosa le fa rabbia di voi: accettate questi confronti e
momenti intensi che fanno bene.
- Osservate e incentivate i segnali positivi: è più ribelle, si
oppone ai genitori, dice quello che pensa, è più triste e lo esprime, dà
importanza a persone esterne alla famiglia.