CHE COSA DOVREMMO FARE NEL CASO RIFIUTI IL TRATTAMENTO?

 

Se ammette di avere un problema ma rifiuta il trattamento, parlate con lei delle sue preoccupazioni a tale riguardo. Può darsi che riusciate a rassicurarla che le sue preoccupazioni possono essere affrontate. Frequentemente, il trattamento viene rifiutato perché la paziente potenziale è troppo imbarazzata e si vergogna di riferire ad un'altra persona la sua "disgustosa abitudine". Cercate di rassicurarla che il terapeuta non la giudicherà, che il lavoro del terapeuta è di accettare e comprendere. Se necessario, assicuratela che certamente il terapeuta "ha sentito di tutto" e non sarà sconvolto da quello che lei ha da dire. La bulimica può rifiutare il trattamento, affermando che non se lo può permettere. Prima di tutto, rassicuratela che lei e la sua salute valgono qualsiasi costo e che siete disponibili a darle una mano ad entrare in terapia. Chiedetele se ha un'assicurazione. Alcune polizze assicurative coprono almeno una parte del costo del trattamento. Informatela che alcuni professionisti e strutture pubbliche non fanno pagare le prestazioni con quote fisse, ma in base alla disponibilità economica del paziente. Offritevi di aiutarla a trovare questa persona o struttura. Se siete in grado di sostenerla finanziariamente, discutete la possibilità di darle o prestarle un po' del denaro necessario. Se non siete in grado di aiutarla in tal modo, potete offrirvi di aiutarla a trovare altre fonti attraverso le quali pagare la terapia. Oltre a tentare di ottenere i soldi necessari per la cura potreste essere più concreti e farle notare quanto sia costosa la bulimia. Forse spende grandi quantità di denaro per cibo, lassativi, diuretici e spese mediche legate al disturbo. O forse perde soldi in conseguenza dell'assenza dal lavoro dovuta direttamente o indirettamente alla bulimia. A lungo andare, è possibile che la bulimia le costi molto più del trattamento. Infine, ditele che capite la sua sensazione di non potersi permettere la cura. Ma fatele anche presente che per il danno psicologico e fisiologico potenziale della bulimia, non può permettersi di non essere in terapia. Alcuni individui rifiutano il trattamento perché hanno paura di essere "pazzi" e che essere in terapia non farà che confermarlo. Rassicuratela che la bulimia non è pazzia. È vero che alcuni comportamenti implicati nel disturbo sembrano pazzi, ma si possono assumere dei comportamenti che sembrano pazzi senza per questo essere pazzi. Ditele che la bulimia sembra pazzia perché è tanto difficile da capire e tanto difficile da controllare. Il trattamento può ridurre questa sensazione aiutandola a capire e controllare il suo disturbo. La bulimica si sente un fallimento e teme di non guarire con il trattamento, confermando così che è proprio un fallimento. Primo, cercate di rassicurarla che la maggior parte delle bulimiche guarisce. Secondo, fatele capire che lei seguirà la terapia per tutto il tempo necessario per guarire. E, infine, incoraggiatela ad affrontare il rischio del trattamento perché il rischio di fallire non è comunque così grande come il rischio che corre se non entra in terapia.

Probabilmente le ragioni più frequentemente addotte per rifiutare il trattamento sono dovute a idee sbagliate circa la terapia. Idee sbagliate che la spaventano. Per la bulimica queste spesso riguardano l'alimentazione. Ha paura che trattamento voglia dire che dovrà mangiare. Quindi, trattamento per lei significa che ingrasserà, la cosa che teme di più. Convincetela che trattamento non vuol dire che deve mangiare; piuttosto, significa che riceverà aiuto in merito all'alimentazione, come pure assistenza nell'affrontare le sue paure, specialmente quelle legate all'essere grassa. Rassicuratela che la paura e l'ansia per il trattamento indicano semplicemente quanto importante esso sia.

Vi sono numerosi motivi per cui la bulimica potrebbe rifiutare il trattamento, ma vi sono parecchie strategie per gestirli. È possibile che proviate tutto quello che abbiamo suggerito senza risultati positivi. In questo caso, è consigliabile lasciar perdere per un po'. Ricordate che non vogliamo spingere tanto forte da allontanarla. Datele tempo per pensare a quello che avete detto. Dopo alcune settimane, avvicinatela di nuovo.

Infine, è un dato di fatto che quando si danno indicazioni, molte di queste, se non la maggior parte, non vengono accolte. Questo si verifica per quasi tutti i disturbi, ma specialmente per i disturbi alimentari a causa dei bisogni e delle caratteristiche di questo gruppo di soggetti. Anche se seguite tutti i nostri suggerimenti e fate un lavoro eccellente, è possibile che lei non vi ascolti.