OasiBlu
DEP - depressione
Risposte del Prof. Paolo Pancheri, direttore della clinica Psichiatrica III dell'universita' di Roma "La Sapienza"
 (Tratto dal libro "100 domande e 100 risposte")

[ anoressia ] [ bibliografia ] [ bulimia ] [ dap ] [ doc ] [ iperico ] [ links ] [ psico ]

Introduzione

Queste pagine nascono dal rapporto quotidiano con i pazienti depressi e con i loro familiari, dalle domande che rivolgono al loro medico e dalle risposte che egli tenta di dare per rassicurare e per aiutarli.

I disturbi depressivi sono oggi i più diffusi tra i disturbi psichiatrici, possono assumere vari aspetti e differenti livelli di gravità, possono presentarsi in tutte le fasce di età della vita e possono colpire ogni individuo spesso senza cause apparenti. In ogni caso sono fonte di disagio e di sofferenza profonda sia per i malati che per i loro familiari. Questa sofferenza ha un carattere molto particolare rispetto a quella generata dai disturbi e dalle malattie di carattere fisico di cui si occupa abitualmente la medicina. Il depresso infatti cambia la sua visione del mondo, perde le sue capacità di combattere e di reagire, gli interessi e i piaceri della vita, si distacca dal mondo degli affetti, spesso abbandona ogni fiducia ed ogni speranza, talvolta arriva a desiderare la morte.

Quando il depresso arriva davanti al suo psichiatra e gli chiede aiuto è pieno di dubbi e di perplessità relative alla sua condizione di sofferenza. Non comprende cosa gli stia accadendo, non capisce perché sia avvenuta questa trasformazione nel suo modo di essere e di sentire, ha il dubbio che si tratti di una malattia del suo corpo perché non concepisce che possa ammalarsi la mente, ha perso la fiducia e la speranza di una possibile guarigione ma al tempo stesso la desidera, non sa cosa si possa fare in questo specifico tipo di sofferenza, teme di essere di peso e di impaccio ai suoi familiari. E quando il medico propone o prescrive una terapia si chiede in che modo questa possa mai funzionare per togliere una sofferenza psichica, teme che l'intervento medico possa portare danni e conseguenze irreparabili senza per altro dargli alcuno giovamento. E se pure assume la terapia prescritta, nuovi dubbi e interrogativi affollano la sua mente. Si chiede perché questa terapia non abbia avuto un effetto immediato, si domanda per quanto tempo debba curarsi e teme di diventare "farmacodipendente".

Ma anche i familiari si pongono mille problemi e mille interrogativi. Si chiedono anch'essi quali siano le cause e i motivi che possono aver indotto il loro caro a scivolare nell'abisso della depressione. A volte si domandano quali siano le loro responsabilità e il loro concorso di colpa nella genesi del disturbo. Vogliono sapere se sono stati gli eventi e le circostanze della vita a causarlo o se si tratta piuttosto di "una malattia del cervello". Si domandano se certi disturbi fisici di cui si lamenta il loro familiare siano dovuti alla depressione o ad altre cause. Vogliono sapere se siano più adatti "i farmaci" oppure "la psicoterapia". Si chiedono soprattutto cosa possono o devono fare nei loro rapporti quotidiani con il paziente per alleviare in qualche modo la sua sofferenza.

Questi ed altri interrogativi si pongono gli ammalati di depressione e i loro familiari. A volte li esprimono apertamente e chiedono allo psichiatra curante una risposta che possa ridurre la loro ansia. Altre volte non riescono a formulare e a manifestare apertamente le domande che vorrebbero fare, e i loro dubbi continuano a rimanere senza risposta. Spesso il medico non riesce a comprendere quali e quanti interrogativi assillino i propri pazienti e i loro familiari, oppure dà per scontata una informazione sulla malattia e sulle cure che essi non hanno e non possono avere. Altre volte il medico si limita a dare una risposta tecnica che non viene compresa o viene mal compresa dal malato che non riesce a chiedere una chiarificazione o una spiegazione più adeguata. Talvolta banali ragioni di tempo impediscono al medico di spiegare in modo approfondito ed adeguato alla comprensione del paziente le possibili cause della malattia, la sua evoluzione, le possibilità di intervento terapeutico, i meccanismi con cui questi interventi agiscono e quali accorgimenti possono essere messi in atto per ridurre il livello di sofferenza e per potenziare le possibilità di recupero e di guarigione.

La risposta a tante domande viene allora cercata sui giornali, sulle riviste, nelle trasmissioni radiofoniche o televisive dove l'informazione spesso viene filtrata, distorta o data in modo incompleto. Sorgono allora nuovi dubbi, nuovi interrogativi e nuovi timori che potenziano la sofferenza e l'incertezza del malato o della sua famiglia.

Il volume "Depressione, cento domande e cento risposte", tenta di dare uan risposta comprensibile a molte delle domande che il paziente depresso o i suoi familiari fanno abitualmente al loro medico e si basa sulla profonda convinzione che una completa ed adeguata informazione sia un fattore essenziale per rendere efficace al massimo qualunque intervento terapeutico.

Paolo Pancheri


Home

Sommario DEP