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DEP - depressione
Risposte del Prof. Paolo Pancheri, direttore della clinica Psichiatrica III dell'universita' di Roma "La Sapienza" (Tratto dal libro "100 domande e 100 risposte") |
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L'anziano e la depressione La psicoterapia può servire nel paziente anziano? Un sostegno "psicoterapeutico" è particolarmente importante nel depresso anziano. La condizione obiettiva di frequente isolamento sociale in cui l'anziano si trova a vivere potenzia i sentimenti di solitudine durante l'episodio depressivo, che in condizioni normali vengono gestiti in modo soddisfacente. La depressione potenzia anche il senso di precarietà e l'incertezza nel futuro che sono sempre presenti nell'età avanzata. In queste condizioni, il rapporto con il medico rappresenta spesso il momento più importante nella vita quotidiana del depresso anziano e il suo unico rapporto con la realtà. Sia il medico di famiglia che lo specialista curante diventano così una fonte insostituibile di sostegno, di rassicurazione e di consiglio per il depresso anziano. Anche l'occasione di una semplice conferma di una terapia farmacologica può diventare un'importante occasione di incontro "psicoterapeutico" tra il paziente anziano e il suo medico curante. Molto spesso il rapporto di attaccamento che viene a stabilirsi tra il depresso anziano e il suo medico è assai più intenso di quanto non accada in altre età della vita e può contribuire in modo potente alla sua guarigione. È sempre opportuno quindi che i contatti (le "visite") con il proprio medico siano nell'anziano più frequenti di quanto non sia richiesto da un punto di vista strettamente tecnico (aggiustamento della terapia farmacologica e controllo delle condizioni di salute). Diverso è il discorso per quanto riguarda le psicoterapie sistematiche, cioè quelle con un ritmo fisso e programmato di sedute, e condotte sulla base di una teoria e di una tecnica prefissate. In linea di massima queste psicoterapie non sono indicate nel depresso anziano per varie ragioni.
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