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Cosa si deve fare se......
?
Cosa occorre fare
se il paziente dice di voler morire o di volersi togliere la vita?
Il depresso è una
persona che soffre e che ha perso la speranza. Nella sua sofferenza, è
invaso dalla tristezza e dall'angoscia, la vita viene vista come dolorosa
e inutile, il piacere non esiste più. La speranza di un cambiamento si
è spenta, il domani non c'è più, le soluzioni alla sua condizione attuale
sono viste tutte come vie senza uscita.
È comprensibile che, in queste condizioni, il depresso possa pensare alla
morte come una liberazione da questo stato di sofferenza grave e continua.
Ed è naturale che i familiari del paziente, quando lo sentono parlare
di desiderio di morte e di possibilità di suicidio, si allarmino e si
chiedano cosa fare.
Vanno dette subito due cose.
La prima è che, praticamente in tutte le forme depressive di una certa
gravità, vi è un potenziale rischio che venga messo in atto un tentativo
di suicidio.
La seconda è che questo rischio varia molto in rapporto al tipo di depressione,
alla sua gravità, al carattere di base del paziente e alle condizioni
ambientali in cui il malato si trova.
- Le situazioni a basso rischio sono quelle in cui la
gravità della depressione non è elevata, il paziente manifesta il desiderio
di guarire e collabora alla sua terapia. Sono anche a basso rischio
le situazioni in cui il paziente può parlare del suo desiderio di morte
come evento saltuario ("..a volte vorrei poter morire perché la
vita non mi sembra che valga la pena di essere vissuta..."), ma
senza che venga mai riferita alcuna intenzione o desiderio di togliersi
la vita. In queste situazioni non è in genere necessario nessun tipo
di intervento particolare né una particolare sorveglianza del paziente.
Va però tenuto presente che, se la depressione è in peggioramento progressivo,
è possibile che da una situazione a basso rischio si passi a situazioni
a medio o ad alto rischio descritte nei paragrafi seguenti.
- Le situazioni a medio rischio sono quelle in cui il
paziente, oltre a parlare con notevole frequenza del suo desiderio di
morte ("..come una liberazione..."), parla anche della possibilità
di togliersi la vita, manifestata comunque come un pensiero saltuario
e non dominante. In genere è molto improbabile che questi pensieri saltuari
di suicidio vengano attuati, soprattutto se il paziente ne parla apertamente
con i propri familiari dicendo ad esempio: ".. a volte vorrei farla
finita però penso alla mia famiglia e allora non credo che potrei mai
farlo...". Se si verificano queste condizioni, anche se non vi
è probabilmente un rischio reale di suicidio, è consigliabile che il
paziente non venga lasciato solo in casa e che i farmaci non siano lasciati
a sua completa disposizione.
- Le situazioni ad alto rischio sono quelle in cui la
condizione depressiva è particolarmente grave, il desiderio di curarsi
e di guarire è scarso o nullo, ed in cui eventualmente sono presenti
deliri di colpa e di rovina. Fattori di rischio sono anche eventuali
tentativi di suicidio nel corso di precedenti episodi depressivi, un
temperamento di base del paziente impulsivo-aggressivo. Sul piano del
comportamento, occorre fare particolare attenzione all'eventualità che
il paziente, pur essendo gravemente depresso ed avendo manifestato in
precedenza più volte il desiderio di uccidersi, smetta di parlare apertamente
ai familiari chiudendosi in se stesso e isolandosi ancora di più. Questi
pazienti vanno attentamente sorvegliati e non lasciati mai soli. Vanno
per quanto possibile eliminati o comunque controllati i mezzi che potrebbero
essere usati dal paziente per un tentativo di suicidio.
In particolare i farmaci vanno custoditi fuori dalla
portata del paziente, il paziente non deve mai essere lasciato uscire
da solo, anche se ne manifesta la volontà e il desiderio. Se ci sono condizioni
di rischio elevato di suicidio, il medico curante deve essere immediatamente
informato. Spesso in questi casi è necessario procedere ad un ricovero.

  
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