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Gli effetti collaterali dell'iperico

Utilizzata per secoli dalla medicina popolare, l'erba di san Giovanni vanta un eccellente record di sicurezza, confermato da ricerche mediche recenti. L'uso massiccio di iperico in Germania (sessantasei milioni di dosi giornaliere all'anno) non ha prodotto referti medici che denuncino un grave impatto con il farmaco o un effetto tossico in seguito a un iper-dosaggio accidentale.

D'altro canto, non esiste sostanza che possa dirsi del tutto sicura. Infatti, qualunque elemento tra quelli essenziali alla nostra vita, se assunto in eccesso, è molto dannoso. Ecco perché su tutte le confezioni dei farmaci è riportata l'indicazione: "da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medica". Anche il comune sale da cucina - un minerale necessario per la nostra vita - è mortale se ingerito in quantità eccessiva.

Nell'analizzare gli effetti collaterali di una certa sostanza, bisogna anzitutto valutare il pericolo relativo. In altri tennini, ci si deve chiedere: quanto è tossica una data sostanza rispetto a un'altra? L'aspirina è meno tossica della morfina, ma più tossica, per esempio, della vitamina C.

Vanno altresì confrontati i rischi con i benefici relativi, il danno causato dalla malattia e il danno potenziale derivabile dal trattamento. La chemioterapia utilizza alcune tra le sostanze chimiche più tossiche, ma, se pensiamo alle conseguenze del non utilizzo di tali sostanze - la morte per cancro -, esse diventano clinicamente accettabili.

Che cosa possiamo dire dell'iperico a questo riguardo?

Dal punto di vista della tossicità, l'iperico è più sicuro dell'aspirina. Negli Stati Uniti, ogni anno da cinquecento a mille persone muoiono a causa dell'aspirina, in genere per emorragie interne. L'iperico, al confronto, non ha registrato un solo decesso in almeno 2400 anni di impiego farmacologico.

Infatti l'unico effetto tossico di cui siamo a conoscenza si manifesta in alcuni animali a pelo corto, come la pecora, che muore non tanto per avere ingerito, brucando, grandi quantità di erba di san Giovanni, ma per essersi esposta al sole successivamente: questa è la ragione per cui in Australia l'iperico è considerato un'erba dannosa. L'iperico aumenta la sensibilità dell'animale alla luce, per cui questo si ammala e talvolta muore a causa delle ustioni (in termini medici si parla di fototossicità).

Questo fenomeno, per quanto teoricamente possibile negli uomini, non è mai stato documentato in rapporto alle dosi di iperico raccomandate per la cura della depressione. Anche nel caso della ricerca sull'AIDS, che implica la somministrazione di iperico per via endovenosa in quantità trentacinque volte superiori a quelle per la depressione, gli effetti fototossici sono stati scarsi e comunque mai letali. (È allo studio la possibilità di ricorrere a dosi più elevate di iperico sfruttandone le proprietà antivirali.)

Tuttavia il rischio della fototossicità va considerato se il paziente ha già manifestato una sensibilità specifica alla luce solare o se è in cura con altri farmaci fotosensibilizzanti, come la Clorpromazina o le Tetracicline.

In uno studio condotto su 3'250 pazienti sottoposti a iperico, solo il 2,4% ha manifestato effetti collaterali.

Tali effetti collaterali tendono a essere lievi. Le affezioni gastrointestinali rappresentano lo 0,6%, le reazioni allergiche lo 0,5%, l'astenia lo 0,4%, l'agitazione lo 0,3%.

(È interessante tuttavia notare che, in quindici studi condotti su 1'008 pazienti, gli effetti collaterali nel gruppo di controllo, cui era stato somministrato un innocuo placebo, sono stati leggermente superiori a quelli del gruppo sottoposto a iperico: 4,8% nel gruppo dei placebo contro 4,1% nel gruppo dell'iperico. Anche il tasso delle interruzioni si è dimostrato superiore nel gruppo del placebo: 1,8% rispetto allo 0,4% nel gruppo dell'iperico.)

Un valore superiore viene riportato dal British Medical Journal in una rassegna di sei studi sull'iperico: il 10,8% dei pazienti ha manifestato effetti collaterali con l'iperico (simili a quelli elencati sopra) contro il 35,9% di effetti collaterali nei pazienti trattati con farmaci antidepressivi tradizionali. Anche in base a questo Valore, il British Medical Journal ha concluso che gli effetti collaterali dell'iperico sono "rari e di lieve entità".

Sempre il British Medical Journal ha proposto che vengano svolti ulteriori studi sui possibili effetti collaterali dell'iperico a lungo termine, una raccomandazione che sottoscriviamo di tutto cuore, forti anche di quei riscontri positivi nella storia della medicina popolare che abbiamo già ricordato, come pure dei ventidue milioni di persone che in Germania hanno assunto l'iperico per oltre un anno senza manifestare alcun nuovo effetto, o effetti negativi più diffusi, rispetto a quelli riscontrati da studi clinici effettuati sul breve periodo.

A questo proposito vale la pena segnalare che alcuni dei più preoccupanti effetti collaterali degli antidepressivi tradizionali - disfunzioni sessuali, interazioni negative con l'alcol o con altri farmaci, secchezza delle fauci, cefalea - non sono stati individuati nei pazienti trattati con l'iperico.

Inoltre, gli effetti negativi dell'iperico si sono dissolti quando i pazienti ne hanno sospeso l'uso. Non sono dunque stati rilevati effetti collaterali " irreversibili ": in altre parole non si è verificato alcun danno perrnanente e tutti gli effetti nocivi sono scomparsi non appena i pazienti hanno smesso di assumere l'iperico.

A ogni buon conto, se paragonati ai sintomi della depressione, gli effetti negativi dell'iperico sono lievi. Ricordiamo che sono stimati in 21.000 i suicidi (il 70% del totale) causati direttamente dalla depressione non curata. E vari studi hanno dimostrato che, per ogni suicidio, vi sono dieci tentati suicidi e un centinaio d'individui che meditano seriamente di togliersi la vita.

La depressione non curata è la causa principale dell'alcolismo e dell'abuso di droghe. Una percentuale significativa di divorzi, di violenza nei confronti dei familiari, di assenteismo, di perdita del lavoro e di fallimenti è attribuibile a una depressione trascurata.

Si stima che negli Stati Uniti le perdite associate alla depressione superino i quaranta miliardi di dollari l'anno. E chi può stabilire il prezzo della sofferenza quotidiana dei dodici milioni di americani e dei tre milioni circa di italiani che soffrono di depressione ma che non ricevono alcun trattamento?

Se li paragoniamo ai sintomi della depressione, gli effetti collaterali dell'iperico appaiono trascurabili. Per la maggior parte delle persone che soffrono di depressione, i potenziali benefici superano di gran lunga l'eventuale rischio nell'assunzione dell'iperico.

La bassa percentuale di effetti negativi dell'iperico - in particolare nelle dosi raccomandate per la cura della depressione - lo colloca nella categoria delle erbe, delle vitamine, dei minerali e dei fannaci "da banco".

Dunque, a condizione di essere sempre attenti ai potenziali effetti collaterali, i consumatori bene informati possono assumere l'iperico con assoluta tranquillità.


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