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Studi farmacologici

Riassunto

I medici ricercatori sostengono di conoscere più di quanto in realtà non conoscano. Di fatto, non sappiamo come funzionino gli antidepressivi. Ci sono ancora molti buchi neri nella nostra conoscenza e, di sicuro, vi saranno molte revisioni sul modo in cui essi esercitano il loro effetto, iperico compreso. Per esempio, nessuno ha fornito finora, per quanto ci è dato sapere, una buona spiegazione del perché, spesso, gli antidepressivi impieghino così tanto tempo prima di esercitare i loro effetti.

Inizialmente si pensava che l'iperico fosse un inibitore delle MAO, ma oggi, stando alle ipotesi più accreditate, l'iperico sembra determini una modulazione delle citochine e un'inibizione della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina. Tuttavia, siamo certi che la storia non sia finita qui. Un'ipotesi è che l'iperico agisca a molti livelli simultaneamente, creando un effetto cumulativo dato che è al contempo un inibitore sia delle MAO, sia della ricaptazione della serotonina, della noradrenalinae della dopamina, sia della secrezione del cortisolo, e così via ("molti ruscelli formano un grande fiume").

È possibile che i differenti tipi d'azione si armonizzino e creino un effetto massimo in un punto definito, con minimi effetti collaterali, proprio come quando i differenti raggi di sole convergono attraverso una lente per creare un calore intenso nel fuoco?

Esistono molti studi che documentano l'effetto clinico antidepressivo dell'iperico e si può concludere che l'iperico possieda un effetto di ampiezza paragonabile a quello degli antidepressivi di sintesi, ma con minimi effetti collaterali.

L'ipericina si accumula nel cervello, nello stomaco e nella cute, ma viene escreta più rapidamente da altri tessuti. Questa potrebbe essere una spiegazione dei suoi blandi effetti collaterali e dei perché i suoi siti primari d'azione siano il cervello, la cute e il sistema gastrointestinale. Gli effetti collaterali più comuni sono stati lamentati proprio in questi organi.

  • In uno studio recente, Müller et al. hanno dimostrato un'inibizione della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina da parte dell'estratto di iperico. Tuttavia, deve essere ancora accertato se vi siano ripercussioni cliniche, dato che le concentrazioni dei componenti attivi dell'iperico nel cervello umano durante un trattamento antidepressivo non sono ancora state stabilite.
  • Un'altra ipotesi è che l'iperico agisca sul CRH, sull'ACTH e SUI sistema del cortisolo inibendo la citochina interleuchina-6 e altre citochine secrete dalle cellule del sistema immunitario.
  • Vi sono anche studi interessanti relativi all'effetto dell'iperico sulla secrezione urinaria dei metaboliti delle catecolamine, sulla secrezione diurna e notturna di melatonina e sui recettori dellebenzodiazepine.
  • Esistono, inoltre, ricerche interessanti eseguite da Winterhoff et al. sull'inibizione della ricaptazione della dopamina e sull'inibizione della prolattina determinate dall'estratto di iperico.
  • In questa sezione parleremo anche delle proprietà farmacocinetiche e farmacologiche dell'estratto di iperico.
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