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Studio 21

Effetti dell'estratto di iperico sull'EEG nel sonno di volontari più anziani

Autori: Schulz and M. Jobert

Fonte bibliografica: J Geriatr Psych in. try Neurol 1994; 7(suppl 1): pp. 39-43

Introduzione

Il sonno è la condizione di riposo controllata attivamente, che si accompagna a modificazioni caratteristiche nell'attività del sistema nervoso centrale. Le varie fasi del sonno possono essere identificate e il suo decorso ciclico può essere dimostrato con l'aiuto dell'EEC e di altri parametri elettrofisiologici (elettromiogramma, EMG; elettrooculogramma, EOG). I biosegnali EEG, EMG ed EOG sono valutabili visivamente o mediante strumenti automatizzati. È anche possibile distinguere tra le fasi 1, 2, 3 e 4 del sonno non-REM e il sonno REM. Data la marcata attività delta nell'EEG (onde lente, di grande ampiezza, di frequenza inferiore ai 4 Hz) delle fasi 3 e 4 dei sonno non-REM, queste fasi sono definite anche sonno a onda lenta.

Le sindromi depressivi sono accompagnate da caratteristici mutamenti del sonno, il quale diventa irregolare ed è accompagnato da un risveglio anticipato frequente. Può verificarsi la riduzione del sonno a onda lenta e il tempo intercorso tra l'inizio del sonno e la comparsa della prima fase REM notturna (latenza REM) è accorciato.

Quale fondamento di queste variazioni nella struttura del sonno è stato postulato un aumento dell'attività del sistema colinergico accompagnato da un indebolimento dei sistema dei neurotrasmettitori aminergici.

Gli antidepressivi intervengono in questo processo e determinano tipiche variazioni nell'andamento del sonno. Gli antidepressivi triciclici, per esempio, determinano un prolungamento della latenza REM e una riduzione dei sonno REM, associabile a un significativo appiattimento del ritmo ultradiano (attività fisiologiche che si verificano più di una volta ogni 24 ore).

Descrizione

Dodici donne anziane volontarie, con un'età media di 60 anni, sono state sottoposte a due fasi di trattamento (placebo e trattamento attivo) di quattro settimane l'una, separate da un periodo di washout durato due settimane. Il trattamento attivo è consistito nella somministrazione di estratto di iperico LI 160 (Jarsin) in dose giornaliera pari a 3 x 0,9 mg di ipericina. Idodici soggetti sono stati divisi in due gruppi: il gruppo I ha ricevuto LI 160 nelle prime quattro settimane e placebo nella seconda fase, mentre il gruppo II ha cominciato con quattro settimane di placebo ed è passato all' LI 160 nella seconda fase.

Ogni persona ha trascorso in totale quattro notti (al secondo, al trentesimo, al quarantaquattresimo e al settantaduesimo giorno dell'esperimento) nel laboratorio del sonno, fase in cui il poligrafo del sonno veniva registrato. Ognuna di queste notti è stata preceduta da una notte di adattamento (giorni 1, 29, 43 e 71).

Conclusioni

Lo scopo di questo studio in doppio cieco è stato di indagare gli effetti sul sonno e sul benessere determinati da quattro settimane di trattamento con iperico. Ulteriore obiettivo è stato capire se l'azione dell'iperico sul sonno fosse comparabile a quella degli antidepressivi triciclici e degli inibitori non selettivi delle MAO, i quali causano un prolungamento della latenza REM e la soppressione del sonno REM.

I risultati dimostrano che l'iperico manifesta un differente andamento nella propria azione: contrariamente all'ipotesi di lavoro, durante il trattamento attivo si è verificata, di fatto, solo una lieve riduzione (in media 10 minuti) della latenza dei sonno REM , mentre con il placebo questa latenza è rimasta praticamente invariata. Tuttavia, non possiamo escludere eventuali variazioni nel sonno REM all'inizio del trattamento con l'iperico non rilevate effettuando le misurazioni dopo quattro settimane.

La percentuale di sonno REM rispetto al sonno totale è stata pari al 20%, vale a dire nella norma, e non è stata modificata dal trattamento con l'iperico. Pertanto, nel gruppo delle volontarie più anziane e sane, diverse settimane di trattamento con l'iperico non hanno avuto effetti sul tempo di comparsa e sulla quantità di sonno REM.

L'osservazione che la quantità totale di sonno è scesa leggermente durante il trattamento attivo e che il periodo di veglia è aumentato indica che l'iperico non ha effetti sedativi, quanto, piuttosto, un effetto moderatamente attivante della veglia. Tuttavia, questo effetto dell'iperico dipende sia dalla quantità sia dall'ora in cui viene assunto.

Va notato che in seguito al trattamento con l'iperico si è verificato un aumento del sonno a onda lenta nelle fasi profonde 3 e 4. In questi soggetti il valore basale del sonno a onda lenta era basso e corrispondeva in media a meno del 5% del totale. Questa percentuale bassa corrisponde alla riduzione nota del sonno profondo che accompagna l'invecchiamento.

All'aumento nelle fasi 3 e 4 del sonno nella valutazione visiva dell'EEG è corrisposto un aumento dell'attività a onda lenta nell'analisi automatizzata, la quale ha consentito di quantificare l'uscita nell'intervallo della frequenza delta. Questo risultato può essere associato con l'effetto antidepressivo clinicamente osservato dell'LI 160, poiché diversi ricercatori ritengono che un deficit nel sonno a onda lenta sia un importante indicatore neurobiologico dei disturbi affettivi. Kupfer et al. riferiscono che la prognosi dei pazienti depressi che manifestavano una percentuale elevata di attività a onda lenta nell'EEG del sonno (elevata percentuale di sonno delta) era notevolmente più facile rispetto a quella dei pazienti con valori bassi. In base ai risultati di questo studio, l'attività neurofisiologica dell'LI 160 si manifesta maggiormente con l'attività a onda lenta dell'EEG che nei parametri del sonno REM.

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