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Nel maschio sono soprattutto le vertebre lombari a soffrire di osteoporosi inseguito a disturbi del comportamento alimentare.

 

 

Nella foto, la modella Jodie Kidd, ai tempi in cui soffriva di anoressia.


Ma chi l'ha detto che Magro è bello ?
Anoressia e bulimia affliggono soprattutto le donne, vittime di canoni estetici imposti senza scrupoli. Ma anche gli uomini ne sono colpiti. Con rischi ancora maggiori. Questi: L'anoressia non è un problema esclusivamente femminile. Può colpire anche gli uomini, e con conseguenze ancora più gravi. Lo suggerisce una ricerca appena pubblicata sulla rivista scientifica inglese The Lancet. Ricercatori dell'Università dell'Iowa (Usa) hanno esaminato le cartelle cliniche del locale ospedale nel periodo compreso tra il 1991 e il 1998, accorgendosi che il 14% dei casi di disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia) riguardava pazienti di sesso maschile. E, aspetto più interessante, in base agli esami della densità ossea delle vertebre lombari effettuati durante i ricoveri, gli studiosi hanno anche potuto constatare che l'osteoporosi, una delle tipiche conseguenze di questi disturbi, aveva colpito in modo più grave gli anoressici e i bulimici appartenenti al sesso forte. Si apre quindi un nuovo fronte maschile nella lotta ad anoressia e bulimia, malattie che, sempre secondo la ricerca riportata da The Lancet, colpiscono ormai il 5% degli adolescenti. Cifra importante. Al punto da sollecitare ormai anche interventi di carattere sociale e iniziative "politiche" da parte di autorevoli istituzioni mediche, come la British Medical Association. L'Associazione dei medici britannici, infatti, nel suo documento "Eating disorders, Body Image and the Media" (Disordini alimentari, immagine corporea e mezzi di comunicazione), appena dato alle stampe, ha denunciato la propria preoccupazione per la sempre maggiore crescita di queste malattie, accusando senza mezzi termini i mezzi di comunicazione di esserne in buona parte responsabili, per aver proposto modelli fisici eccessivamente esili a paradigma di bellezza e desiderabilità. Il problema riguarda, ovviamente, soprattutto l'anomala magrezza di attrici e top model, visto che i disturbi del comportamento alimentare riguardano, comunque, in maggioranza ancora le donne. Tanto che, sempre in Inghilterra, al documento della British Medical Association si è aggiunta un'iniziativa di Tessa Jowell, titolare del dicastero sulla donna, che ha convocato un meeting proprio per discutere il problema, anche con direttori di giornali e tv, stilisti e titolari di agenzie di modelle. "Le giovani donne", ha sottolineato la Jowell, "sono stufe di doversi sentire di seconda scelta perché non riescono a raggiungere i profili fisici ideali che vedono proposti dai media. E per molte di loro un'immagine di sé insoddisfacente provoca un calo di autostima che può condurre all'anoressia e alla bulimia".

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