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Per saperne di pił... |
Lady Macbeth: Via, macchia maledetta! Via, dico!- Un tocco, due. Andiamo, è ora di farlo.- Linferno è tetro!- Vergogna, signore, vergogna! Un soldato, aver paura?- perché temere che si sappia, se nessuno può chiamarci a dar conto, noi potenti?
Provate a guardare le persone che camminano per strada, quelle che sono al ristorante, quelle che guardano un film al cinema: secondo una statistica metà delle donne che vedete tra i 15 e i 50 anni soffre di un disturbo dellalimentazione. E facile individuare chi è obeso o chi è anoressico, ma non si è in grado di riconoscere chi soffre di Bulimia. Gli uomini bulemici sono molto rari invece circa un quarto delle donne tra i 18 e i 40 anni in Gran Bretagna soffre di questo disturbo; in Italia si stima invece il 10% della popolazione; negli Stati Uniti si parla di cifre molto maggiori. In più esiste anche un tipo di bulimia che colpisce nella mezza età, tra 40 e 60 anni. Il numero complessivo risulta comunque una sottostima dal momento che questo disturbo dellalimentazione è facilmente occultabile.
Perché le persone non parlano di un disturbo così frequente, ma al contrario fanno di tutto per nasconderlo? Perché mentre che soffre di anoressia o di obesità ostentano la malattia, mentre i bulemici la nascondono? Perché ci si vergogna così tanto?
Sicuramente la bulima comporta atti che non corrispondono ai canoni di grazia e femminilità cui siamo abituati, canoni che ci hanno insegnato ad essere educate e discrete, a tenere la forchetta nel modo corretto, a sedere a tavola composte, a non dire le parolacce. Questo non si addice molto ad atteggiamenti come il vomito, luso smisurato di lassativi oppure mangiare senza contegno. Non a caso la famiglia in cui è stato educato un bulemico è un ambiente in cui regna lordine e la morale, in cui i genitori sanno bene ciò che è giusto e non è giusto fare, ciò che si addice e non si addice ad ogni membro della società. Nonostante tutto non è questa la vergogna più grande per un bulemico.
Non è piacevole neppure dire: il mio stomaco non gode di ottima salute; lintestino a forza di lassativi non ne uscirà in splendida forma; Questo taglio non è casuale, me lo sono fatta volontariamente in un impeto dira Queste cose non si dicono, per non sembrare pazzi, ma danneggiare il proprio corpo non è vissuto come colpa, diciamo che è quasi dovuto, per espiare tutte le colpe della carne (o meglio del grasso), per lodio verso sé stessi, perché si arriva ad un livello di stress tale che farsi del male sembra lunica soluzione per calmarsi, oltre ovviamente al cibo.
Tutto questo è difficile e fa male e ti fa sentire triste e solo, ma la vergogna più grande per chi soffre di bulimia è la debolezza, il cedimento ai bisogni che si cerca quotidianamente di reprimere, un cedimento così improvviso, così desiderato, così represso. Sono stata a guardare quella fetta di torta per un ora ho resistito, ma poi è scattato qualcosa dentro di me e lho inghiottita tutta in una volta Un ora di desiderio che improvvisamente sfugge ad ogni controllo, lesercito sempre in lotta con i nostri desideri ha mollato ed è stato sconfitto. Ci si sente impotenti e fragili, si ha perso tutto il controllo che si aveva e che ti faceva sentire padrone della tua vita. Ho ceduto, ho fallito Ogni giorno si riprova, ogni giorno un altro fallimento, e così via. Certo si può trovare qualche palliativo per non ingrassare come il vomito o i lassativi o il digiuno, ma il fallimento resta. La speranza nel futuro diminuisce, la tristezza aumenta. Tu solo di fronte ai problemi della vita, tu solo che non ci riesci, tu solo che molli. Ogni situazione negativa non fa altro che diminuire lautostima, unaltra battaglia persa. La società, la famiglia, gli amici ci si vergogna davanti a tutti, ma mai come ci si vergogna davanti a se stessi. Forse gli altri capirebbero, e sarebbero più comprensivi di come lo siamo noi verso noi stessi. Ma come può un fallito aprirsi al prossimo?
Facendo un rapido conto, se è vero che in Italia siamo 56milioni e che statisticamente 10 persone su cento si ammalano di bulimia, ci sono circa 5milioni e seicentomila bulemici solo nella nostra penisola. Effettivamente non è il numero a fare la forza, ma lunione.
elisabetta
liverani