Il caso clinico: Sentirsi brutta a vent'anni

Gaia ha vent'anni e un problema, secondo lei, irrisolvibile: non sopporta il suo naso. Da qualche anno, le è diventato impossibile guardare la propria immagine riflessa (tanto che ha eliminato gli specchi dalla sua stanza). Negli ultimi tempi, le crisi di depressione causate dalla certezza di avere un naso orribile si sono fatte più frequenti e Gaia trascorre parecchio tempo in casa, a letto ed evita i contatti sociali. È disperata, anche perché l'idea di sottoporsi a una "plastica"  la terrorizza. Finalmente, su consiglio di un'amica, va dallo psicologo.

Difficoltà come quelle di Gaia solo in apparenza riguardano esclusivamente l'aspetto estetico. In realtà il problema nasce e si sviluppa all'interno del rapporto con gli altri. Gaia, come tutte le ragazze nella sua situazione, si sente brutta perché ha la sensazione che il mondo percepisca come "brutto" il suo naso. Per questo si isola e si deprime; questa auto-emarginazione e chiusura induce gli altri a non cercarla. Lei interpreta tutto questo come la conferma che "non piace a nessuno".

Come spezzare il circolo vizioso di chi si sottrae al giudizio degli altri, che presume negativo, senza accorgersi che così facendo lo sollecita e lo rafforza?
Come diceva il filosofo Epitteto, non sono le cose a farci star male, ma quel che noi pensiamo delle cose: dunque, se Gaia non può cambiare la realtà - il suo enestesismo - è opportuno cambiare il modo di pensare a questa realtà.

Gaia, con l'aiuto dello psicologo, potrà imparare a separare le due idee che la fanno star male "ho un brutto naso" e "gli altri non mi accettano", non solo la prima è da verificare, ma anche (e soprattutto) la seconda. Perciò la ragazza deve compiere degli esperimenti per saggiarne la consistenza: ricucire i rapporti interrotti o costruirne di nuovi; sforzarsi di rischiare il rifiuto senza aspettare che siano gli altri a fare il primo passo e a buttarla giù dal letto. La sua depressione e rabbia inespressa, rivolta contro di sé, piuttosto, la impieghi per affrontare la vita in modo efficace.

Uno degli scopi fondamentali della psicoterapia di Gaia è quello di imparare a valorizzare le altre parti del suo corpo; quello che al momento lei non vede perché troppo impegnata ad autodenigrarsi per via del naso. Gli psicologi dicono che l'insieme è più della semplice somma delle parti: l'armonia del corpo di Gaia non può essere turbata da un dettaglio che non le piace. È forse una fortuna che lei, per adesso, abbia paura di sottoporsi alla plastica: tra qualche tempo potrebbe scoprire di non averne bisogno, col mutamento in positivo della percezione che ha di se stessa.