Fumo: come smettere ?
Marina è una donna sposata, 43 anni, due figli, un lavoro che le piace e una
vita tutto sommato serena.
Il suo guaio è il fumo: 30 sigarette al giorno dall'età di 18 anni e non
riesce a smettere. Da qualche tempo soffre di bronchite cronica, col rischio -
dicono i medici - di andare incontro a problemi ancora più seri.
Ha provato di tutto: cerotti, gomme, graffette.... niente da fare resiste non
più di due-tre giorni poi ricomincia.
Il fumo di sigaretta è una malattia
sociale.
Purtroppo, i divieti e le scritte allarmanti sui pacchetti, spesso non sono un
mezzo talmente efficace da dissuadere i fumatori.
Cosi come non sempre hanno successo i vari metodi di "svezzamento",
come quelli sperimentati da Marina.
È essenziale, infatti, che a monte ci sia una profonda, reale disponibilità
della persona a cambiare abitudini ed a liberarsi della dipendenza (soprattutto
psicologica) dalla sigaretta.
Marina come tutti i fumatori, si provoca
una forma di piacere che gli psicoanalisti definiscono "orale": tenere
la sigaretta tra le labbra - cosi come succhiare una caramella o mangiare un
gelato - ci riporta alle gradevoli sensazioni della primissima infanzia, quando
la bocca rappresentava l'unica vera zona erogena, e le azioni di poppare,
mordere e baciare erano anche un modo per esprimere la nostra eccitazione
sessuale.
Anche per questo, smettere di fumare è cosi difficile: significa rinunciare a
una gratificazione libidica.
È importante che Marina, e tutti quelli che vorrebbero smettere, rifletta sulle motivazioni che la spingono a fumare. Lo psicoterapeuta può, allora, invitarla a sperimentare in seduta cosa le succede quando accende e aspira avidamente una sigaretta. Marina scoprirà come, spesso, questo non è altro che un "surrogato" per appagare un bisogno che, al momento, non può essere soddisfatto: perché le circostanze lo impediscono, o per una resistenza interiore (fumare invece di esprimere rabbia, invece di fare una richiesta, invece di manifestare eccitazione, ecc.)
Fumare, rappresenta l'energia "bloccata" inibita, e deviata su un oggetto (la sigaretta) che maschera il bisogno autentico. Per sbloccare il condizionamento del fumo è necessario diventare consapevoli di ciò che realmente si desidera. Per questo, Marina è invitata dal terapeuta a porsi domande del tipo: "Perché e quando sento il bisogno di fumare ? In che modo il fumo maschera le mie vere esigenze ? Cosa posso fare per soddisfarle senza ricorrere alle sigarette ?". Dalle risposte dipende la possibilità di abbandonare il falso sostegno della sigaretta e raggiungere la vera meta.