Il caso clinico: L'ansia ereditata
Matteo ha 29 anni, il suo problema è
rappresentato dall'insicurezza, che in lui si manifesta con una vasta gamma di
sintomi: ha paura di stare da solo (vive con in genitori); è incapace di
prendere una decisione autonoma; non riesce a trovare un lavoro perché gli è
difficile sostenere un colloquio; non ha mai avuto una ragazza perché bloccato
dalla timidezza.
I suoi familiari (i genitori e i suoi tre fratelli maggiori) hanno un
atteggiamento protettivo, lo trattano come un bambino.
Finché un amico non lo costringe a recarsi presso uno studio di psicologia.
Lo specialista a cui Matteo si rivolge,
sin dal primo colloquio con lui, nota che la paura ha - nella storia familiare
del ragazzo - un posto di spicco.
La madre soffre da tempo di attacchi di panico, il padre è ipocondriaco (teme
di ammalarsi).
Il clima che Matteo ha sempre respirato in casa é intriso di ansia e di
insicurezza.
Tutto è minaccioso e, soprattutto, le paure - per i genitori di Matteo - vanno
assecondate.
Come nasce il senso di insicurezza ?
Attraverso le esperienze positive che il bambino effettua all'interno
dell'ambiente familiare e, successivamente, a scuola e nel gruppo dei pari.
Il fattore fondamentale é, però, l'approvazione e l'incoraggiamento dei
genitori.
Sono loro a confermare il bambino nelle sue capacità e nel suo valore.
Tutto questo, a Matteo, è mancato.
L'insicurezza della coppia genitoriale -
incapace di dare sostegno proprio perché fragile ed emotivamente instabile - si
riflette sul modo di allevare i figli.
Nel caso di Matteo, è lui a subire particolarmente l'ansia dei genitori perché
ultimo dei figli nell'ordine di nascita, quello da cui è più difficile
separarsi: dopo di lui, per i genitori, c'è la vecchiaia e la solitudine.
Meglio occuparsi ancora di un figlio debole e pauroso.
Matteo, nel rapporto con lo psicologo,
cerca continue rassicurazioni. Si scusa per ogni cosa, parla con voce flebile,
ha timore di guardarlo dritto negli occhi.
Comincia qui il lavoro terapeutico: attraverso esercizi di assertività e di
corretta respirazione, Matteo impara a potenziare la sua stessa immagine fisica
e la sua auto-percezione.
Scopre la sua forza e, col trascorrere delle sedute, cresce in lui la voglia di
esercitarla.
Il processo si é riattivato.