Il caso clinico: La straniera

Monique è nata in un piccolo borgo della provincia francese, ma si è sposata con Piero, un italiano, e da sei anni vive nel nostro paese. Ha 33 anni, è madre di due bambini piccoli e lavora come traduttrice. Il problema è che noia e tristezza diventano sempre più opprimenti. La nostalgia per la sua terra è amplificata dal sentirsi "straniera" e poco integrata nell'ambiente del marito. Ha paura di cadere in depressione e, per questo, il medico le consiglia di cercare un sostegno psicologico.

Andando via dalla Francia, Monique si è lasciata alle spalle una famiglia di tipo patriarcale, tradizionalista e molto unita.
La sua scelta di vivere in Italia, scelta forzata dal fatto che Piero lavorava a Milano, era stata disapprovata dai genitori e dai fratelli.
A quel tempo aveva soffocato il senso di colpa per averli delusi, grazie all'entusiasmo per la nuova vita di coppia che stava per iniziare.
Adesso, però, è sempre più convinta che i suoi parenti avessero ragione.

Monique, subito dopo il matrimonio, scopre di avere gusti, interessi e comportamenti diversi da quelli di Piero; lei è introversa e romantica, lui è socievole e pratico; lei amante del bello e della natura, lui concreto e appassionato dalle nuove tecnologie.

Il loro modo di comunicare diventa sempre più difficile e poco funzionale: parlano poco, litigano spesso e lei spesso tronca le discussioni chiudendosi in un silenzio pieno di angoscia.

Allo psicologo, Monique confida di avere spesso pensato di fare ritorno in Francia, ma di avere sempre scartato questa possibilità.

"Perché?", chiede il terapeuta.

"Perchö questo avrebbe segnato la fine del mio matrimonio", risponde la paziente, e avrebbe significato, inoltre, l'aggravarsi del senso di sconfitta e la tacita ammissione che i suoi genitori avevano ragione a diffidare della sua unione con un italiano.

La psicoterapia fa affiorare in Monique una nuova consapevolezza: lei aveva puntato tutto su Piero, ma ora si sente delusa per l'eccessivo scarto tra i loro due modi di essere.
Nel gioco della coppia, però, le polarità sono un elemento normale, quasi indispensabile per evitare la monotonia, ma bisogna saperle integrare.
Lei non ha mai cercato di farlo, perché troppo pressata dai genitori pronti a colpevolizzarla (per questo la sua depressione). Ciò di cui ha bisogno è trovare un'intesa profonda con Piero: la terapia individuale ora può trasformarsi in terapia di coppia.