Il caso clinico: il complesso della numero due
Sabrina, 32 anni, ha una sorella, Miriam di 34. Per tutta la vita, si è sentita paragonata a lei: genitori, parenti, insegnanti non facevano altro che incitarla a prendere esempio da Miriam. Sabrina si è sempre sentita la pecora nera della famiglia. Ha invidiato e ammirato la sorella - più bella e intelligente - concludere brillantemente gli studi e trovare ben presto un lavoro e un marito. Adesso Sabrina è sola, infelice, frustrata. Prova nei confronti di Miriam una rabbia devastante e, nello stesso tempo, il senso di colpa per questo rancore. Pur odiandola non sa staccarsi da lei.
L'ordine di nascita è un'importante
chiave di lettura per comprendere il mondo emotivo di una persona ed i suoi
rapporti nella famiglia.
Sabrina ha sperimentato quanto possa essere difficile la vita del "numero
due", obbligato ad essere all'altezza del primogenito e, nello stesso
tempo, a cercare di differenziarsi, trovare la propria identità e la propria
autonomia.
Il processo di differenziazione del fratello maggiore (nel caso di Sabrina, della sorella) è reso più difficile quando gli altri fanno continui confronti in negativo. Miriam in tutto questo c'entra ben poco; anzi, è anche lei vittima delle aspettative grandiose degli adulti. Neanche per i "numero uno" è facile dover mantenere un'immagine pubblica di perfezione. Solo in apparenza, quindi, la gara che ha impegnato due bambine per ottenere l'amore e l'approvazione dei grandi ha avuto un vinto e un vincitore.
Sabrina, per quanto possa detenstare
Miriam e ciò che ha sempre rappresentato nella sua vita (la rivale
irraggiungibile), non ha interrotto il contatto con lei; segno che un legame
c'è, ed è profondo.
Nonostante attribuisca alla sorella la colpa del disagio esistenziale in cui si
dibatte, ha la consapevolezza che sarebbe ingiusto tagliarla fuori dalla sua
vita solo perché è stato più fortunata - o più apprezzata - di quanto non lo
sia stata lei.
Il tipo di relazione fraterna tra Sabrina e Miriam è complementare ed è assai frequente tra il primo e il secondogenito. Sabrina ha il coraggio della trasgressione, ma manca di riflessività e di fiducia in se stessa; Miriam possiede una maggiore capacità di adattamento, ha una buona autostima, ma è anche succube del ruolo di "figlia modello" che le hanno cucito addosso. Sarebbe molto utile per entrambe tirar fuori non solo la rabbia e le recriminazioni, ma anche i sentimenti positivi, le richieste di aiuto reciproco, il bisogno di capire, per tentare di ricostruire il loro rapporto.