Il caso clinico: Il marchio del clan

Agata, 22 anni, vive in un paesino del profondo Sud. Ha una famiglia disastrata: il padre ucciso in un regolamento di conti, la madre affetta da gravi disturbi mentali, un fratello tossicodipendente e altri due che entrano ed escono di galera. La ragazza riesce ugualmente a studiare ed a vivere in modo retto e onesto. Sogna di trasferirsi in città, di lavorare, di sposarsi. Da qualche tempo, però, è vittima di idee fisse: si sente spiata, odiata dai vicini di casa e ha paura che qualcuno possa ucciderla. Il medico la convince a recarsi al Centro di Salute Mentale. 

Agata ha vissuto sulla sua pelle il dramma dell'emarginazione e del degrado

Per di più, in famiglia, le è mancato un valido modello di identificazione (la madre malata, il padre ed i fratelli criminali). 

Unica figura positiva, una zia che si prendeva cura di lei e che si è battuta per farle frequentare regolarmente la scuola. 

La zia, però, ha dovuto andar via dal paese e questo per Agata ha rappresentato l'ennesimo trauma. 

Il vissuto persecutorio di Agata è in parte originato dall'esperienza negativa nella sua famiglia deviante, dove i traffici loschi hanno sempre implicato 
omertà, segreti, silenzio, paura e odio. Questa sensazione di vivere costantemente in pericolo è amplificata dall'atteggiamento ostile e prevenuto di vicini di casa e conoscenti, per i quali Agata è ormai irrimediabilmente una della "famiglia". La ragazza si sente addosso questa etichetta e vive il paradosso: i familiari la maltrattano perché porta un cognome infame. 
Risultato: isolamento e "fuga" nella malattia. 

Al Centro di Salute Mentale, gli operatori si occupano di Agata a diversi livelli. 

Lo psichiatra le prescrive una cura farmacologica per aiutarla a mantenere il contatto con la realtà ed a liberarsi dalle idee fisse paranoiche. 

Lo psicologo, attraverso una serie di colloqui, le consente di condividere finalmente le tremende sensazioni di auto-annullamento e di solitudine vissute sinora e la spinge ad elaborare strategie per programmare il suo futuro

Grazie al trattamento combinato (farmaci e psicoterapia) e grazie alla sua straordinaria voglia di vivere un'esistenza normale, Agata riesce a differenziarsi totalmente dalla sua famiglia sul piano psicologico oltre che su quello morale e materiale. 

Adesso, non si lascia più condizionare né dai suoi pregiudizi, né da quelli dell'ambiente. 

Ha ben chiari gli obiettivi che vuole conseguire e sa che può farcela.