Il
caso clinico: dalla padella alla brace
Donata ha 47 anni, un marito e due figli ormai grandi (26 e
27 anni). Dice allo psicologo di accusare disturbi del sonno, di digerire male,
di sentirsi "giù"; ma questo contrasta con l'immagine dinamica che offre al
mondo.
Donata, infatti, ha un atteggiamento ansioso, si muove in modo frenetico, è
sempre in attività. I suoi familiari dipendono da lei e dalla sua convulsa energia:
come può essere depressa?
E' stato il suo medico a consigliarle un trattamento psicologico, convinto che
ciò non abbia solo un origine organica.
Donata rivela di essersi sposata "per risolvere i suoi problemi" all'interno
della famiglia d'origine: genitori separati ancor prima che lei nascesse, un
pessimo rapporto con la matrigna (Donata era stata affidata al padre), un' adolescenza
vissuta in un clima freddo, un percorso scolastico interrotto - per volere del
padre - con la licenza media (lei avrebbe desiderato frequentare il liceo).
Ecco perchè il matrimonio diventa, per Donata, una via di fuga.
La scelta del partner a volte è segnata dall'impatto che le vicende familiari
hanno determinato sulla psiche individuale.
Donata si sposa con Giulio, un uomo mite, docile e infantile, debole e povero
di iniziativa.
Lei che non ha mai sperimentato l'affetto materno, ha così modo di fare da mamma
a un uomo-bambino, da proteggere e da sostenere.
Questo aspetto del marito, che allora, rappresentava per lei una caratteristica
positiva, col passare degli anni è diventato insopportabile.
"E' come se avessi tre figli" ripete Donata allo psicologo, rammaricandosi di
aver dovuto ricoprire un ruolo di leader all'interno della sua famiglia.
Ad un certo punto del menage, Donata ha dovuto cercarsi un lavoro per far quadrare
il bilancio e consentire ai ragazzi di proseguire gli studi (cosa che a lei
era stata negata).
Quando Donata prende consapevolezza di avere sempre agito per compensare le
debolezze ed i timori del marito, permettendogli di crogiolarsi in questa situazione
d'inferiorità, riesce a dire "basta". Cambia atteggiamento, coltiva interessi
personali e lascia che sia Giulio ad assumersi incarichi e responsabilità in
seno alla famiglia. Dopo un
periodo di difficile transizione, la situazione migliora: Donata può finalmente
rilassarsi, sentirsi sostenuta e protetta, lei che ha sempre dovuto sostenere
e proteggere gli altri.