Il caso clinico: La pecora nera

Roberto, 35 anni, single, si sente carico come una pila elettrica.
Da alcuni mesi ha ottenuto finalmente un posto di lavoro, dopo tanti anni in cui si è dovuto arrangiare, ma la felicità è durata pochissimo: il lavoro non è adatto alle sue caratteristiche, inoltre, ha un capo severo e iper-critico, che lo umilia continuamente davanti a tutti. Roberto ora soffre d'insonnia, è teso e irascibile, ha tachicardia e segni di ansia. "Non ce la faccio più" ripete continuamente fra se e se. Per questo, dopo molti ripensamenti, fissa la prima seduta con lo psicologo.

Roberto ha vissuto da "pecora nera" all'interno della sua famiglia.

Ha sempre avuto difficoltà a scuola, è oppositivo nei confronti del padre (da lui descritto come un autoritario e disfattista), è sempre stato considerato dai suoi familiari un perdente ed ora ne è convinto anche lui: un perdente nel lavoro, ma anche nella vita affettiva.

Quando Roberto viene assunto, sembra che le cose, finalmente, si mettano bene.
Il posto di lavoro arriva in concomitanza con l'inizio di una relazione sentimentale, con buone prospettive per una felice conclusione.
Per questo, la sua reazione alle difficoltà lavorative è di grande sconforto e per questo Roberto stringe i denti e resiste, consapevole che mantenere il posto significa stabilità economica e vita di coppia.
Adesso, però, si sente andare in pezzi e sa di essere davanti ad una scelta drastica: o il lavoro o la sua salute.

La terapia psicologica di Roberto fa emergere un curioso parallelismo: la figura del capufficio rigido e umiliante è molto simile a quella di suo padre. Sul posto di lavoro, cosi come in famiglia, Roberto prova le stesse emozioni: si sente svalutato, disprezzato e continuamente provocato da chi incarna il ruolo dell'autorità (il padre, il direttore).
La sua reazione è la medesima: da una parte, senso di rabbia, voglia di andare via, dall'altra vergogna e senso di colpa per aver disatteso le iniziali aspettative altrui.

Roberto si rende conto di recitare sempre lo stesso copione.
Per cambiarlo, deve riappropriarsi della sua autonomia interiore e del senso di valere a prescindere dal giudizio degli altri.
Si può non essere tagliati per un determinato lavoro, senza per questo sentirsi inutili e falliti.
Si può deludere le attese del leader e rimanere se stessi, integri e consapevoli del proprio valore in altri campi.
Roberto lascerà il lavoro ?
In ogni caso, farà una scelta consapevole e non dettata dall'ira ne dai sensi d'inferiorità.